domenica 22 marzo 2009

CEMENTIFICATI.

E poi giocheremo ancora. Un ultimo nostro gioco. Ci faremo murare vivi. Ci faremo cementificare. Per non lasciarci più. Poi canteremo “La Vie En Rose”. E se l’ascolti non è nemmeno tanto brutta per una morte in due nel cemento. E mi dici che senti un rumore strano, ti rispondo che tanto è solo il cemento che scende e fa troppo rumore, poi mi dici tutto quello che avresti voluto dirmi in tutti questi anni, io ridendo ti ho baciato. Facevamo giochi strani però ci sentivamo un po’ vivi in quella strana morte. È-solo-il-cemento-che-fa-troppo-rumore. È-solo-il-cemento-che-fa-troppo-rumore. E gli operai non si sono nemmeno accorti che eravamo in quelle fondamenta per formare un muro portante di un palazzo di 38 piani. Sentiamo gridare più forte, chiudiamo gli occhi e il cemento ci copre. E “la vie en rose” incomincia a non sentirsi più. Le scatole le abbiamo lasciate a casa. Questa volta il gioco ha avuto la meglio.

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