domenica 5 dicembre 2010

volevo solo ridere con il silenzio intorno. e te al centro.

volevo solo ridere con il silenzio intorno. e te al centro.

Sono da solo a fumare quello che sarebbe stata la nostra pace. Quando stai fatto, anche la cosa più banale ti sembra stupenda..

Morta in un giorno d'autunno.
Le mie giornate spese ad aspettarti..
Sono inutili come quando litighiamo.
Sono le ultime tre lettere
quelle che servono
di quella parola
di cui avevamo promesso
di non fare più..
Le campane suonano
una giornata
andata a lutto.
La nosta.
È morta.

volevo solo ridere
con il silenzio intorno.
e te
al centro.

sabato 9 ottobre 2010

fai guidare altri

lo stato in poche parole ci dice di non bere, ma se non marcia sulla droga, marcia sull'alcool. e le pubblicità incitano a far guidare altri. perchè chi guida, spesso non beve e non fuma. noi beviamo per sentirci qualcun altro. lo stato lancia il sasso e nasconde la mano, poi allunga l'altra per prendere i soldi. Funziona così. Poi noi ci siamo, si, ci siamo noi che beviamo e gli diamo i soldi, è vero. è verissimo. la gente dice perchè beviamo e non facciamo altro, di più creativo, di più bello.. beh sarebbe bello uscire per scoprire che si può fare altro.

venerdì 1 ottobre 2010

Ecco le parole che non dico, ma cosa le scrivo a fare? Potrei dirle, esporle al mondo. Ma qui muore la voce. Muore. Ascoltiamo brevemente, tutto quello che ci serve. Facciamo sempre quello che ci stuzzica il naso. Critico o non critico me stesso, è certo che non mi reputo, perché reputarsi qualcuno quando non è cosi.
potrei essere chiunque, un ragazzino che scrive il suo diario dei segreti, che poi segreti non sono.
Sarebbe troppo facile dire che ho bisogno delle parole da non dire. E non è facile farsi riconoscere da tutti. La gente della mia gioventù nelle cose che fa, ci prova poco, ma ci prova, ci prova una volta e poi lascia perdere. Si reputa perdente e offende se stessa in un bicchiere.
io lo so, perché perdente mi ci sento anche io. E se un giorno diventerò discretamente famoso fate silenzio e non fate parlare di me. Ci sono persone migliori. Come è ovvio che cosi sia.
la mia generazione non mette la sua anima in pace. E beve, beve, beve e ribeve.
qui è il fatto che non ci sono speranze se non la distruzione di noi stessi, cosa serve fare le cose e non riuscirci?
Siamo tutti artisti che colorano, imbrattano, scrivono questo mondo, lo fotografano, lo rendono “visibile agli occhi”, lo rendono essenziale, lo rendono come non lo vogliono, riusciamo solo ad accettarlo male, e per vederlo migliore, noi “peggio gioventù” lo buttiamo in gola sottoforma di alcool e droghe. Ditemi ora che non è cosi.
IL NOSTRO MONDO è UN MESSAGGIO SUBLIMINALE CHE CI PORTERA’ O PORTA A MORIRE DI CIRROSI EPATICA.

lunedì 27 settembre 2010

si ricomincia

Non nasce silenzio in questa vita. Ogni corpo anche se muto fa confusione. Non c'è serenità nemmeno di notte. Non c'è calma nemmeno nelle mie mani. Le finestre si sganciano verso il mondo più di quanto ci riescono le persone.. I nostri nervi sono da lanciare e nel nero della ore notturne ritrovarsi.. Permetti di non farci andare fuori mai da questa arma.. consenti che quel grilletto non autorizzi di uccidere persone.. La mia bassa capacità di esprimermi mi porta a ridere ossessivamente. E quelle persiane servono solo per scaraventare e non per aprirsi.. Serve una consiglio, una spinta in tutto, anche per la fine. Serve un cavo. Serve una forbice. Serve solo una figura per far quello che si vorrebbe fare. Serve testa. Servono vocaboli, termini, Parole che io a parole non conosco a fondo. Non serve sgrassare il mondo serve sostituire le menti. Gli organi suoneranno ancora e ancora.. Suoneranno marce nuziali e estremi saluti. Comunque sia faranno musica. Come io emetterò un suono per la vita e la nascita di nuovi strumenti, organi indispensabili. Fare delle farfalle. Fare un luogo silenzioso per le farfalle. Costruire una necropoli. Cercare di essere farfalle. E non volare. Ma cadere. Cercare di sollevare noi stessi nell'aria non è semplice. Come non e semplice convincersi di non poter svolazzare mai. Tutte le luci della mia metropoli mi fanno innamorare di essa, macchiata e scritta da noi. Scritta da tutti. Indicazioni da per tutto. Piena di tutti. Ma completa per noi due quando ci uniamo le mani per le strade nuvolose della mia città. Avere gli occhi secchi ma avere un temporale sui capelli. E poi volare. Correre. Corre alle spalle di questa strada che porta alla capitale. Rifarla tutta indietro. E aprirsi verso il mondo dalla finestra di camera tua. Dove anche se si vede poco basta per un immagine. E i fulmini saranno le nostre schiene rotte, buttate da Dio per farci gustare la vita per un’ eternità. Solo per un’ eternità. E quello basterà. Serve il momento e non si può sprecare ad incazzarsi. Era molto tempo che non avevo i piedi annaffiati dalla pioggia. Ed era tanto tempo che non avevo gli occhi secchi.. Ogni giorno è un’ esistenza, una vita.. La mia. Insieme a te. E se quest’ aria non basta ce lo faremo bastare. Siamo più antichi di quanto sembriamo. Se è vero che siamo tutti uguali.. Bèh dovremo cominciare ad esserlo. Comunque qui non piove più.

Ore 20:16 - Domenica 26 Settembre 2010

P.S.: A Roma gli autisti li chiamerei razzisti.

martedì 27 luglio 2010

quando dici "Ti Amo" cerchi sempre di dirlo il più italiano possibile.

mercoledì 14 luglio 2010

Per sei ore, il vulcano ha eruttato a dispetto del bene.

Fyrsta fullkomnun mitt var eins og eldfjall. ást mín er eins og Tornado. Það er gott að hugsa um þig sem umboðsmaður eyðileggjandi mengun. Það er frábært að hugsa um þig sem eyðileggjandi ást, en vandinn er að ef einn dagur tvö af okkur enda verstu og flestar skelfilegar jarðskjálftann þinn verður þeim sem elskaði mig brjóta hjarta þitt. The Deer og hestar leita betri skjól. Einhyrningsins og Pegasus veit ekki hvar á að fara því jafnvel himins verða reimt er kærleikur eytt. Og ég ekki enn langar að tala um hatur og biturð. Fyrir sex klst eldfjall gosið að þrátt fyrir góðar. Þú ert hörmung minn besta sem ég hef nokkurn tíma séð.

mercoledì 16 giugno 2010

partiamo

Svegliami domani con una voce felice. Il tempo non è altro che lento o veloce trascorrere di minuti. Il giuramento fatto da sempre è il tempo. Il tempo non si è mai tradito. Il tempo non è mai passato. Il tempo è un’evoluzione. Il tempo è rumore. Bisogna cercare di arrampicarsi e di non scivolare per poi cadere nel passato, bisogna sapere che se si perde l'equilibrio è peggio. Guardare avanti è l’unico modo per far si che l’istante passi. E voglio che sia un lampo il mio tempo. Voglio che ci siano giorni veloci come saette. E voglio una voce felice che all’andata e al mio ritorno sia sempre la stessa.

lunedì 14 giugno 2010

la mia è la sua ispirazione e io sono il veicolo sbagliato.

martedì 8 giugno 2010

si al crack!

È strano ma non lo è. Io non possiedo una cittadinanza. Io non vivo ne a Roma ne al paese chiamato Artena. Io nemmeno vivo tra loro due. E non vivo nemmeno ai loro estremo. Io semplicemente vivo sospeso nell’aria. Amo la mia città perché sono nato in quella città, periferia o quello che sia. Io la amo. Ma non la considero mia. Cambiare continuamente quartiere, zona ti porta a cambiare il modo di relazionare ma non ti porta a cambiare ma ti porta a chiuderti, devi sempre in continuazione conoscere persone per non stare solo. Come quando ho conosciuto i ragazzi del condominio. Dove nel giardino condominiale giocavamo a pallone davanti la casa di una pazza isterica. Che quando buttavo il pallone nel suo spazio lo prendeva e non ce lo dava solo perché davamo fastidio. Ho sempre dovuto relazionare con le persone e mai le persone si sono relazionate con me. Forse non sono un tipo interessante a prima vista, oppure appaio troppo chiuso e impossibile da aprire.. non lo so. So solo che sono la persona più tranquilla di questo mondo.

venerdì 28 maggio 2010

trilobita

Come i filtri fotografici che oscurano il paradiso. Come le dita macchiate. Ci ripetevamo come tutto sarebbe andato scarabocchiato su dei resoconti bianchi in cui neanche una volta abbiamo preso parte. Come i capelli spezzati. come abbiamo tolto i plaid nel cambio delle stagioni?. ci siamo sentiti oscillare come i terremoti su questo pianeta, sai, c'è così poco da trascinarsi dietro che pesa più del puro completo. I soffitti neri come polaroid appena schizzate dal meccanismo della macchinetta con la speranza di un’immagine che con il tempo si specifichi. Siamo cupi e poco tenebrosi perché ci incanta l’energia della luce. Ho usato fogli, lapis, biro, capelli, fragranze, vocaboli, arnesi ma mai sono arrivato a quello che effettivamente desidero ottenere. Sarà quest’ atmosfera. Sarà tutto questo. Sarà che se ci penso non ho fatto un cazzo. Qui tutto sembra fatto con le dita dei piedi. Le entità divine che si fabbricano solo nelle teste di chi ha urgenza di cercare qualcosa all’infuori di esso. Questi cercano in qualunque modo di assegnare cose irreali, cercano di mettere al nucleo cose invisibili ai 5 sensi. Quello che servirebbe ora è un po’ di acqua, sia chiaro non quella che scende dai sguardi, nemmeno quella degli abissi ne quella dei nubifragi acidi ne l’acqua santa, serve dell’acqua pulita, si, pulita.
Io dichiaro che se piglio la metro domani mattina vivo lo stesso, io dico che se realizzo qualsiasi cosa vivo lo stesso, ma qualsiasi essa sia. Quando si piomba, crolla, precipita lo si fa in comitiva. E quando sei ubriaco prima o poi stai sereno che qualcuno i vestiti te li strappa o sei tu che li togli a qualcuno. Io vivo nel percepire le realtà oggettive per quello che sono e mi conquista questa cosa. Poi voi non lo so, investigate sul farlo, tutti questi preconcetti vi fanno ancora più trilobiti di quello che non credete.

mercoledì 26 maggio 2010

da ricordare, è fondamentale: gli ubriachi prima o poi riescono sempre a togliere i vestiti a qualcuno.

giovedì 13 maggio 2010

pensieri nati morti

  • per capire quanto è profondo il mare, attaccati dei pesi ai piedi in pieno Oceano Atlantico e tuffati.
  • no alla cultura dei padroni. ☭
  • qual è la differnza tra un comunista e un fascista al parcheggio del centro commerciale? il comunista non occupa l'area predisposta ai disabili, il fascista si. Questi sono i sani principi del fascismo! bella cagata.
  • il buco con il centro intorno.
  • perchè scrivo qualcosa? non è evidente?
  • i barboni frugano nei telefoni pubblici.
  • Cioran, uomo di grande lucidità.
  • sui bus alle ragazze cadono i cuori di pezza con su scritto "ti amo"
  • ma un cieco che ne sa se ha le mani sporche?
  • quando vuoi arrivare tardi finisci sempre che arrivi prima
  • le canzoni le devono scrivere i giovani perchè loro hanno la rabbia, ai 35-40 e verso i 50 si diventa coglioni.



"Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli"? ahahaha lo dice Gesù!

lunedì 3 maggio 2010

01 maggio 2010 ore 12:02 appunto un macchina sul cell.

Scrivono sui muri di questa città "Non lo so dillo tu", la risposta è una e sottile. Quella parola che detta o sentita taglia la gola e i timpani. Ti amo. Scontato.

mercoledì 28 aprile 2010

doveva essere una lettera..

Ora è come quello che tutti non vorrebbero avere fra le mani, ovvero le mani vuote di azioni, di gesti, di gesticoli e di carezze, si le mani vuote di carezze. Le mani che erano pronte a sfiorare la pelle liscia come seta ora la ripudiano, preferiscono rovinarsi nel fango, nella terra e allo sfregarsi con i muri. Non sono capace più di strumentalizzare un corpo vivo, non sono capace più di approfittare dei sentimenti degli altri. Non sono nemmeno capace più a tirare dagli altri quello che vorrei per me. Questa terra che troppo ci insegna poco ci impara. Le relazioni sociali, i rapporti e i fascicoli di ogni unico oggetto ormai servono molto. Sto pensando perché la mente si esalta e si eccita per poi cadere nella conca della instancabile e piacevole “depressione”… ma noi siamo libri chiusi con dei lucchetti e pochi, credo, riescano ad avere la chiave, anzi forse nessuno. Vedere con gli occhi degli altri è inimmaginabile e cercare di stare nei panni degli altri per me significa: indossare le sue scarpe, i suoi calzini, le sue scarpe, canottiera, camicia e pantaloni.. non riesco ad entrare in qualcun altro se prima qualcuno non entra in me, e forse nemmeno lo voglio.. senza fare panegirici, voglio una fottuta condizione di sapere cosa io in prima persona singolare considero. Incomincio a non sentire più da molto quel senso di distacco che mi seccava i polmoni, gli occhi e la bocca, ho incominciato ad assorbire quello che è bello e quello che considero stupendo, e probabilmente non è detto che quello che sia affascinante per me lo sia per voi, io mi sto costruendo una casa alla cui non vorrò mai più uscire, sto costruendo queste fondamenta per me e per chi vuole ripararsi dalla pioggia acida delle parole che si sente cadere sul cuoio capelluto. Io per qualsiasi evenienza ci sarò, e non mi servono aiuti o fama. Volete un pasto caldo? Un tetto? Un letto? O una spalla? Probabilmente potrà esserci come non.. volevo scrivere una lettera ma è tutta un’altra cosa. Speriamo in un tempo dove tutto possa cambiare dai preti, dai politici, dall’effetto serra, dalle bombe atomiche, dalla criminalità, dalla misericordia, dal miracolo. Che poi il miracolo siamo noi.

martedì 20 aprile 2010

pensieri a random

se hai intenzione di tornare non tornare.. la porta in vetro è chiusa.. se vuoi puoi solo vedermi, l'uscio ritienilo chiuso a chiave.
in mezzo alla natura fa quasi paura. tutto così verde, il cinguettare degli uccelli e quella pace tra il vento e il polline.. si si.. fa paura.

domenica 18 aprile 2010

a questo punto apro la pentax e stacco il rullino con le ultime 4 foto buone, sono foto che non scatto e non saranno mai scattate. perchè? perchè è meglio così, perchè a volte le cose è meglio lasciarle stare come sono, sen...za abbottonare, agganciare e stringere tutta questa grande importanza che vogliamo affibbiare ai ricordi.. un ricordo non è una foto, il ricordo è come a un ricordo.. e deve rimanere il ricordo di non aver fatto determinate azioni

gli mp3 fanno male..

strada in salita. cammino faticoso. sigaretta in mano. pioggia che cade. petali di ciliegio che cadono. piango. vento.

con questo pezzo di canzone ai 3 min e 40 fino a 4 e 30:

venerdì 16 aprile 2010

"farsene dei drammi è rimasta l'ultima SCELTA."

Il sipario rosso si è chiuso davanti un teatro vuoto dove nemmeno tu c'eri né tra il pubblico né tra gli attori mascherati. E a recitare la mia parte ero da solo con un fantasma che mi reggeva il mantello. Arrivederci al più presto, cara. Ho buttato i miei guanti bianchi a terra, ho buttato il mio bastone e il mio cappello, ho allentato la cravatta e aperto il primo bottone del collo della camicia, ho fatto due saliti e un inchino per nessuno, perché niente è qualcuno. Speravo che dal portone qualcuno mi avrebbe steso il tappeto rosso della gloria, ma mi sono trovato a camminare su di un marciapiede sterrato con scarafaggi saggi che mi urlavano tutto quello che volevo sentire, i ronzii delle mosche e delle zanzare che mi entravano negli orecchi, e le saette che costeggiavano il mio cammino.. tutto era giusto, tutto … tutto … pestavamo la merda. Adesso il dondolo nel cortile mi attende per essere ciccato addosso, è tutto da bruciare, mi hanno detto che il profumo è un ottimo combustibile … è ora che io bruci un po’ di cose, cara.. un libro dice: “CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO”.. altro che coltello sei stata una mannaia tra capo e collo. Arrivederci e grazie. È un peccato. Noi esseri umani siamo la peggio feccia sulla faccia delle terra, noi siamo la merda della merda le peggio razza che possa esistere, dovremmo morire tutti cosi che sarà il più grande genocidio il più grande stermino di razza da parte del mondo. domani mi prendo una pigna di alcool colossale, per far più male alla mia vescica.
Mi sto stancando veramente tanto.. è una pessima giornata, fuori si suda e fa molto caldo, sono stanco, il mio corpo è troppo stanco e in più ci sei tu che ridi..

mercoledì 14 aprile 2010

odio verso milano e i suoi abitanti. schifo più totale.

la gente che si rispecchia nella mia vita, storia o come la volete chiamare mi fa schifo, la gente che usa la mia vita per far sembrare la propria vita come la mia davanti gli altri, mi fa schifo..
lo schifo più totale..
pff... sfigata. vivi della tua vita e non vivere di quella degl'altri, fate gli indie? indipendenti da cosa? indipendenti di copiare le cose degli altri? indipendenti nel fare qualsiasi cosa epr essere accettati? indipendenti da cosa? spegatemi da cosa? la vostra voce non è mai la vostra. la vostra storia è la vostra? ma quanta poca autostima di voi avete? SCHIFO PIU' PROFONDO. carica altre foto e magari se scrivi le mie cose chiedi il permesso. Grazie.

martedì 13 aprile 2010

eeeeeeeh!... rodere e divorare estro e cachet.. come l'amore, caro Paolo, come l'amore.. ma guarda i sogni sono solo polvere dorata, non credere che siano chissà che cosa, ma a noi non serve l'oro, no? ma si, infatti se ci penso non ci serve, siamo robba reale, viva e sapiente. come vivi, reali e sapienti di non voler sogni per paura che questi si trasformino in desideri ed è tutto quello che non vogliamo.. quindi meglio non costruire grattacieli in aria..
rodere e divorare estro e cachet..

domenica 21 marzo 2010

a volte aveva quegli incredibili occhi da urì, bellissimi sicuramente. ma per il dolore o per l'edonismo che gli trasmettevo? ma il mio corpo ormai emaciato, magro, gracile piega la testa e se ne va all'altro mondo senza fare in tempo a congedarsi.. e adesso che faccio, fumo? ok, me l'accendo.
Ho pensato poco, ho sempre ragionato troppo invece, parlando con qualcuno cerco sempre di non dare un parere. La gente mi parla ed io devo pensare per dare una risposta appropriata, quello che tutti facciamo durante una conversazione, è dare una risposta, non pensiamo ad ascoltare ma a dare una risposta diretta sul momento. E lo trovo troppo sbagliato. Dobbiamo ascoltare, capire, assimilare e poi possiamo rispondere a quello che davvero crediamo. Non si può guardare un opera d’arte per poco tempo e dargli subito un contenuto appropriato, bisogna esaminarlo per molto tempo, bisogna percepirne ogni drappeggio, ogni ombra, ogni tocco del pittore. Bisogna vederlo, bisogna pensarci in due luoghi differenti, quello che voglio dire è di non fare tutto un luogo comune, anche il più pensante, anche il più ottuso o anche un mediano conoscitore, non può essere un luogo comune, noi siamo diversi per questo, quindi, ascoltare una persona comprenderla, capirla, accettarla, affrontarla in maniera matura, non significa dargli punti di vista nello stesso istante in cui lui espone i suoi problemi, sarebbe molto più adulto far marcire le parole dette e poi risputarle nel bene o nel male, come per magia rigogliose, luminose e mature, i frutti passano molto tempo prima di essere maturi, ma se nessuno li coglie, finiscono per marcire, o comunque finiscono per essere cacati. Questo è sintomo di assimilazione. Digestione. Assorbimento. Elaborazione. Apprendimento. E se non funziona, ha un sintomo di rigetto, perché se una cosa non si muove, è vomitata quasi mai cacata. Mi sono guardato che scappavo, mi sono guardato allo specchio e sapevo già di avere gli occhi secchi. Però ho chinato la schiena, e sentivo la spina dorsale stirarsi, ho aperto il rubinetto e ho incominciato a far scorrere l’acqua tiepida per lavarmi il viso (mi urta l’acqua bollente o fredda), mi sono tolto quelle caccole che avevo sugl’occhi e tenendo le mani sul lavandino e la schiena leggermente curva mi sono guardato allo specchio, e non vedevo altro che un occhio più accesso e uno più spento, la barba che sembrava più interessante degli altri giorni e i capelli come al solito indipendenti al loro cuoio capelluto. Ho alzato la mano ed ho incominciato ad accarezzare quell’espressione che solo il mattino ti sa dare, e penso che è quella che tutti noi abbiamo, che nel giorno va mutando. Mi sono vestito come il solito e mia madre e il suo compagno parlavano di politica in salone, avere genitori fascisti è una brutta cosa, in casa vige la dittatura. Mi fa male la schiena. Mi fanno male i reni, le spalle e la vescica quando piscio. tutto questo passerà, come tutto muoverà il tutto. Io purtroppo non sono mai rimasto in trincea e se questo distacco se questa morte lenta non ci avesse dato una prematura artigliata, anche tu vivresti vicino a me. io non posso pronunciare il tuo nome senza che la voce mi si spezzi. Continuai a vomitare in tutto questo tempo, ma senza far rumore e di nascosto. Mi sono reso conto che mi si sta raffreddando il cuore, che non vale la pena di continuare a remare contro corrente, tenerci a galla costa uno sforzo sproporzionato. La felicità è una cosa di cattivo gusto, al mondo si viene per soffrire e imparare.

mercoledì 17 marzo 2010

e la vediamo tutti questa primavera precoce... almeno qui a roma

Che poi le mimose se ci penso puzzano pure di piscio, la primavera profuma di erba appena tagliata e di piscio. Preleverò qualche campione di primavera e gli farò le analisi delle urine, almeno capiremo se sta di merda. E se sta di merda, speriamo che non puzzi anche di quello. Altrimenti avremo una primavera di merda, tanto mi troverà già pronto. Meglio il freddo depressivo dell'inverno che il mal odore del piscio no? Tutti odiano il puzzare di qualcosa, ma amano la primavera. Però se noi puzziamo, tutti ci disprezzano. Manteniamo la nostra puzza costante. L’amore puzza, puzza troppo, però tutti lo trovano profumato come una rosa, come i crisantemi, come la mimosa indossa i migliori colori che la primavera gli dona, ma se dannatamente piove i bei colori si scoloriscono. Si fa presto a parlare di bei colori, per noi che ci vediamo grigi, i colori sbiaditi sono più che abbondanti e carichi di fottute sfumature. Tutto questo sole che riscalda le mani, che riscalda la faccia, che poi ti devi abituare a tutto questo calore, sul bus ti da pure fastidio il sole in faccia. A tutti piacciono i colori, che bella cosaaaaaaaaaaa!! Piacciono anche a me. Peccato che sono daltonico. E i giocolieri ci adescano, ci divertono mentre siamo fermi al rosso del semaforo in macchina, con tre palle che si faceva rimbalzare sulle mani con i colori del semaforo, chiedeva l’elemosina, per farci passare il tempo chiedeva l'elemosina. Bel trucco di far passare una bella primavera precoce puzzolente e un po’ felice. Sono criticista (se si dice cosi chi crede nel criticismo), in fin dei conti, analizzo troppo la ragione umana, è vero, divento giudice e imputato nel tentativo di scoprire cosa posso realmente conoscere e affermare con certezza. Ma la primavera non me ne da tante come il giocoliere.

lunedì 8 marzo 2010

visioni ebbre

Nero più del nero come quando fuori vedi il nulla fluidificato con quello che esiste. Come se gli alberi girassero e invece tu stai fermo, aspettando la botta in testa che ti lasci steso per sempre. È questo quello avrei voluto, è questo che spero di avere un giorno. Non mi auguro una fottuta morte bella che questo sia chiaro, mi brucia lo stomaco e so che questo passerà, come tutto questo forse passerà, il problema è che nemmeno una canzone mi tira su le palle. Sinceramente non so spiegare perché sono arrivato a questo punto, so solo che le pareti del mio stomaco sono fritte, tipo lacerate, ma quelli sono dettagli. Non è che mi importi ho 20 anni e tutto si aggiusta, ho ancora 7 anni da subire e ogni giorno sinceramente spero di essere acciaccato da una macchina per bene. Veramente non mi preoccupa più di tanto la morte, adesso come adesso sono io che la cerco, attraverso le strade senza guardare apposta, lei mi aspetta agli incroci ma mi prende per il culo, mi sono promesso che cazzo, non capisco, cioè non ha senso, non ha senso, non ha senso nulla, cioè siamo arrivati cosi perché? Io non lo so, dovevi parlare e non l’hai fatto, ok ti dirò io sto di merda, ma sto di merda e sono consapevole che non sto sbagliando io in qualcosa. E chissà, sinceramente io non mi aspetto un cazzo dalla vita. Il mio grafico è andato a “meno infinito” verso la l’asse delle Y negative, io adesso devo cagare ma non mi alzo. Mi viene lo schifo, mi viene da sputare per dio, e sputo raramente ma ogni giorno che sputo, sputo sempre più forte, sempre più forte.. non è abitudine è schifo. Tutto è cosi pieno di vuoto che non mi stupisco nemmeno della pienezza dei colori, non mi stupisco più di un cazzo. Fai tutto da solo, io non ho detto nemmeno una parola.

domenica 7 marzo 2010

2bicchieri di Mirto Zedda Pirras, 4Amari, 3Vodka, 3Birre e 2Rum e pera. Ho mischiato un po'!!

sul taccuino della morte ho scritto il mio nome, manca poco. Sulle panchine abbiamo lasciato andare il nostro stomaco per concimare qualche pianta con del vomito al mais. Le bevande erano assai crude. Il problema è che se mi fermo sbratto, devo stare sempre in guardia sempre attivo altrimenti collasso. Abbiamo imparato a berci pure l’acqua a pozzo, abbiamo imparato come farci male relativamente. È che mi piace sta cosa di sconvolgermi prima da solo, poi insieme e poi ritornare da solo. Non sono riuscito a mangiare per il mio mal di stomaco, mi sento salire la febbre, ma questo non cambierà il mio animo che quello è e quello rimane. Come tutto. Io come il fegato non dimentico, e no che non dimentico. Cazzo io sto insieme alla pace dei morti, come posso, se stai male che ci puoi fare paolo? Prenditela con chi di diritto ma non con me cazzo. Quando ti accorgerai che tutto è paradossalmente perfetto, allora dirai che ti manca qualcosa. Ho le occhiaie che sono nerissime, ho bisogno di cacare ma non mi voglio alzare, ho bisogno di calore perché ora sto morendo, ho bisogno dell’inutile come quello che ho fatto ieri. Ho bisogno di cristo perché anche lui è inutile. Ho bisogno dell’inutilità che alberga in ognuno di noi. strano questo stile di vita di buttare i panni per terra. propio strano.quando ho provato a ballare con te ti sei girata e ridevi. quando ti ho accarezzato la faccia e ti chiedevo di scappare, tu rispondevi no. E sta sera non bevo non mi pare il caso.

venerdì 5 marzo 2010

che cazzo di sogno

Non si può vincere a tavolino o concedono che ci sia un vero confronto. Non è difficile sfuggire diamo della priorità alle cose serie. Siamo disponibili a trovare qualcosa. Ho sognato un sogno strano questa notte, ero sposato con una donna capelli rossi mossi, fatti come quelli delle vecchie mamme anni 60, una di quelle acconciature difficili da scordare, avevo una figlia, una figlia bellissima che scriveva della sua comitiva e dei suoi cruciverba e dei suoi giorni, ma me l’hanno uccisa, un coglione 40enne cantante stuprò la mia piccola e la uccise, cazzo la uccise, io incomincia a cercarlo e lo trovai ma non so come io persi il combattimento perché lui mi lanciò uno di quei cani strani cattivi neri addosso, poi mi svegliai ed eravamo io e il cane, una spada attaccata a penzoloni ad un pezzo di ferro e un animale scuoiato appeso anche quello a debita distanza dalla spada, eravamo ora solo io e il cane, uno spazio immenso e un cancello altissimo chiuso, un cancello tipo quelli ultra borghesi e perbenisti del cazzo delle famiglie benestanti, il cane cominciò a corrermi addosso cercando di azzannarmi, io non so come riuscii a prende la spada, ma non lo volevo uccidere e con la parte del manico gli girai con una botta la testa e lui vide quella mezza specie di animale senza pelle appiccato e sgocciolante di sangue, il cane incomincio a saltare come un matto, e incomincio a divorarlo, io incominciai a correre per la mia strada, correvo vicino al cancello ma non arrivava mai, il cane aveva finito di mangiare e mi corse ancora incontro, allora incomincia a correre verso il cancello, e il cancello si avvicino a me con due secondi, incomincia a salirlo e sembrava più basso che alto, lo scavalcai e c’era mia moglie che mi aspettava, il cancello scomparì e davanti a noi si formava una bellissima strada con uno spartitraffico fatto di erba e fiori viola, e noi camminavamo e lei parlava della mia bambina, io piangevo perché non ero riuscito cazzo, ad avergli donato una vendetta, mia moglie mi disse che non importava. Poi ci ritrovammo a sfilare sulle passerelle di new york, e dopo poco a suonare su quel palco di new york e io a tutta la gente urlavo: IO AMO NEW YORK!! E tutte quelle sbaribine mi urlavano che ero l’unico che volessero. Ed io continuavo a urlare, scesi dal palco vedevo tutta la gente del concerto che voleva avvicinarsi, ma non lo facevano, e forse avevano paura, mi ritrovai subito su delle scalinate bianche, la luce era tipo quella che è emanata dal sole siciliano quel calore di colore, eravamo io e mia moglie senza la nostra forse 16enne bambina, capelli raccolti lisci, magra e dita sporche con i suoi maglioncini rossi e i suoi jeans, la casa era enorme e l’affitto costava nulla, costava 118€, ma c’era il foglio dell’affittasi che diceva che il gas doveva essere allacciato, e la luce non c’era, in compenso c’erano molte finestre dove entrava luce, io dissi a mia moglie "andiamo, il gas lo metteranno e la luce a cosa ci serve? La tv non la guardiamo, quando si fa notte dormiamo." Lei rispose con un “ seeeeeeee”, come per dire "sei matto?", la casa era chiusa da delle sbarre ma non so come sono riuscito a entrarci, era abbastanza grande, aveva un bagno, sette stanze e otto letti, non so perché, mentre vedevo gli scaffali pieni di libri e di foto sulla mia destra apparì mia moglie. E da li capii che era veramente la persona che non mi avrebbe mai abbandonato, lei era a vedere il bagno, diceva che la rilassava, ed io ero lì a vedere quelle foto, quelle foto di una ragazza castana con delle persone che cazzo io credevo di conoscere, ma che non conoscevo affatto. Mia moglie mi prese la mano e mi svegliai, ed ecco che lo scrivo a voi. Buon giorno.

mercoledì 3 marzo 2010

Bestemmiare Dio è un invenzione. Gli umani hanno bisogno di un dio anche se esso non esiste. Esso gli dà sostegno. Gli umani possono sollevarsi il morale sia insultandolo sia pregandolo. se c'è un male fatemelo capire! Ma la gente non ha il rispetto per nessuno ormai, noi compresi, me compreso, nè altri. Quindi anche questa è una vaccata.

lunedì 1 marzo 2010

She's like heroin to me

E' che vedo tutto troppo Marcio. sai capisco addirittura me. a me queste cose hanno sempre fatto un po' di indifferenza, cioè questa cosa di trovare ovunque un lato negativo mi sembra quasi come una ricerca di compassione. sembra quasi che si sforzasse di essere triste, e magari lo è. l'insicurezza fratelli.. è evidente che è l'insicurezza. come sempre: Pace ai morti. Amen. e sentiamo i The Gun Club. ^_^
Guarda che i polmoni si puliscono. Il tempo è finito. E ti auguro quello che non mi spero a me. Il tempo è finito. E ti auspico tutto il bene per te. Il tempo è finito. Ed io sono ancora vitale. Il tempo della caccia è finito, il tempo della ricerca è finito, il tempo del bianco è finito e quello del rosso ancora deve incominciare, nel tempo dei giorni sacramentali non berremo nella coppa dove ti avrei fatto dissetare. I giorni non si fanno più ascoltare. Ho cancellato ogni mia minima impronta, orma, traccia. Ho cancellato ogni mio esempio. Ho cancellato ogni tramonto che accenna quasi a uscire dai nostri occhi. Ho estirpato radici, tuberi, bulbi di tulipano e per la prima volta vorrei uccidere un uccello. Per la prima volta vorrei essere avvenente. Vorrei essere nero sul bianco. Non affermo mai nulla. E non ho miseria per mangiare nel tuo piatto. Non ho povertà. Alla salute uomini! e che domani sia un giorno di deiezione. Ricominceremo a riempire lo stomaco come giorni fa con del buon mirto, con del buon elisir di liquore, e del vino rosso miscelato stranamente con altre armi più potenti. Rincominceremo a fumare da soli le sigarette. E ci aspetteremo di essere trattati come panni sganciati dai condomini.
Sei meno importante di una formica che mi passa sotto i piedi. Avere il niente è come avere il tutto perché il tutto come il niente non lo avrai mai. E il 15 ci sarà una nuova luna per tutti, e Io che perdo tutto, posso pensare agli accendini? Perdo l'unica sensazione di gioia e beatitudine. Ci siamo dentro mi dicevi, ci siamo dentro ma io mi vedevo ancora fuori. Si ride con le vie en rose , potrei cantarla all’infinito inventandomi le parole e sarebbe bello avere un fottuto infarto, un fottutissimo arresto cardiaco con questa canzone mentre stai scrivendo e finire QUI ORA………………………….. come ogni cosa per finire la canzone tu la spegni.

giovedì 25 febbraio 2010

Siamo in via nazionale e sotto i portici guardiamo i turisti teste milanesi del cazzo mentre ci fumiamo una sigaretta. E davanti a me a piazza della repubblica c’è una bella basilica di cui non ricordo il nome. Sarà che qui tutto è bello che mi fa sentire bello pure a me. Sarà l’aria sporca del centro Roma che mi purifica i polmoni. Le volanti, le ambulanze, i cileni, le statue che sputano acqua dalla bocca. Ed è strano che il 64 non sia pieno. Cazzo rido! Oddioooo!! C’è un matto parla urlando dell’umanità! È proprio un matto!! E sputavo il fumo e chi passava vicino a me, spostava la testa con senso del disgusto. Quando vuoi arrivare tardi, finisci sempre che arrivi prima, e i semafori sull’anagnina sono tutti verdi. Sai ormai il vino è il mio rituale, in giro una birra con Marta, e a casa svariati bicchieri di vino, il fatto è che riescono a far pompare meno il cuore, il fatto è chi mi danno calore, il fatto è che trovano una forma paradossale e attiva dentro il sangue che tu ora non hai. Il fatto è che tutti, ma dico tutti senza escludere nessuno siamo acini attaccati sullo stesso grappolo, il problema è che quelli marci cadono sempre prima, ma alla fine ci si rincontra sempre dopo la fine. Almeno che nel tempo della raccolta non siamo scelti per dare del bene ad altri. E almeno che noi non …………………………………………………………………………STOP.

mercoledì 24 febbraio 2010

[What I really need is a heaven.]

Ti amo per sempre mai veramente.Chi dice che i treni passano un volta sola? Chi dice che i treni non si fermano mai? All'Anagnina c'è un treno piantato nella piazzola della stazione, uno di quei treni d'antiquariato e chissà se qualcuno lo sta ancora cercando. Intanto butto la cicca davanti l'entrata della metro, volevo schiacciarla ma ho pestato un altro mozzicone cazzo! Nemmeno riesco a riconoscere le cose che butto. Evidentemente vogliono essere lasciate in pace. Prendo la metro.

martedì 23 febbraio 2010

ye yeeee!!baby!!!

che penso della vita o della morte? che domande!! lasciami dormire fino a domani poi te lo dico, no?!... per adesso stiamo in solitario io e il tetto, adesso sta solitaria la mia schiena che si struscia con il letto, tutto è distinto e solitario, tutto è chiaro come d'altrone me. come d'altronde tutto quello che creo e... faccio e avevo. il problema è: non vinco mai nemmeno al gioco del solitario! Vacca troia!! e sapete che cos'è l'amore? beh, ve lo dico io. l'amore è come me, si attacca come molta gente sulle canne, si, sulle canne, perchè l'amore vuole essere solo tritato e fumato e poi offerto ad altre bocche, questo è. però io bevo.. quindi??

martedì 16 febbraio 2010

Il problema è che mi vedi su tutti i cartelloni comunali. E non lo sai. Perché li creo e li stampo io. Sai, sono appesi in tutto questo paese di merda. E io tra una settimana avrò poco a che fare con voi. E tutti i giorni a venire per voi non saranno altro che martedì grassi. Le stampanti si fermeranno e io odierò i piccioni e la gente che attraverserò facendo finta che non esistano. Che Dio mi mandi tutto a puttane. Io chiedo il divorzio tra la mia anima e il mio corpo. Solo questo.

lunedì 15 febbraio 2010

E direi che invece che ai palloncini, io i miei desideri li affido alla tazza del cesso. Perché a quello credo. E io sono diffidente da tutto quello che vedo. Fuori è plastica, e guardandoci tutti negl’occhi non rimane che plastica. Ho le labbra spaccate. Ho i capelli ad un livello drastico, ormai sono ad un livello disastrato pure loro. Ho la vescica che quando piscio mi fa male. Forse per l’alcool, i reni che come sempre vanno a farsi benedire. Quando sto fermo i miei occhi si fermano e si immobilizzano, stanno fermi. Perché ad ogni parola detta o fatta poi abbiamo paura di guardarci dentro. È come l’edera, si attacca e la devi uccidere per toglierla. E che non mi ci rispecchio dentro questo vetro.

lunedì 8 febbraio 2010

nient'altro.

Continua pure ad appropriarti di parole sconnesse e belle da ascoltare che tanto solo questo ti rimane da fare. tocca a te ricercare cose che abbiamo preferito abbandonare su un foglio originale che poi era bianco chiazzato di caffè.. e magari ci avevo sputato pure sopra, solo per il gusto di sentire l'odore della saliva come il cuscino la mattina, che oltre a starci lo sporco del trucco c'era lo sporco di te. e sembra strano che andatone da casa mia ti eri spruzzata addosso pure il mio profumo, cosi tanto per ricordare qualcosa di me su di te. ti chiedevo a squarciagola di scegliere me. hai scelto ben'altro ed ora non provare a voltarti indietro, non perchè non ci sarò ma perchè c'è solo una grossa pozzanghera dove annegheresti con la tua bella camicia a quadri comprata dove non mi hai mai portato e dove ti chiedevo di andare a vivere. insieme. come le camicie rotte sotto l'ascella, come quello che ti dicevo di mettere. come quando passavamo le ore a decidere come vestirsi, sperando che per strada mandavamo solo radiazioni di simbiosi e profumi. i nostri, che cazzo, rompevano il culo pure alla pornostar più porca che potesse esistere. oh cazzo. e sembra strano che il primo sorriso del giorno te lo regali il sole che esce dai palazzi invece che da me. e non lo so.TU non mi annoierai mai anche se stai immobile con una clessidra in mano.dicevo.invece mi spaccavi solo le palle. e vi pure conosco. e ripetiamo il numero di telefono in RP.e ripetiamo che ce la farai sempre. e ripetiamo che eravamo insieme. e ripeto che non è più così. e la barba prude. la barba prude, ma tu continua a baciarmi. fatti uscire un cazzo di eritema sulle labbra. per me. cazzo. quello che bisogna fare non te lo posso dire perchè lo sai. ovvero nulla. ed ecco il tutto: tu non sai nulla.fingi di non sapere e sai per finta. oddio avevo una cosa in testa che arrivava fino alle gambe ma l'ho dimenticata come tutto dovrà essere dimenticato. eio dicevo che comunque sia me ne sarei andato, e fidati che lo farò.. non vedo l'ora di vedere la tua faccia quando, prendendo un qualsiasi mezzo pubblico diretto lontano da qui ti scriverò sui vetri appannati "Vaffanculo".. tu parli per cazzi miei e io parlo per i cazzi tuoi. lo so è orribile ma adesso a questo penso. dicevi le confusioni. dicevo questo ed altro, e io ti ripeto tutto in modo ironico.. perchè una risata a crepapelle te la puoi anche fare, non una ogni tanto però, sempre cazzo. ma ridevi davvero quand'eri con me? si dice che ridere fa bene alla salute, ed allora io che ti facevo ridere non ti facevo bene alla salute? adesso mi accendo una sigaretta, che come scena fa sempre effetto.. e usavamo i caschi per sbatterci la testa senza pensare al dolore che potesse fare, e un po' ha attutito il tutto, il botto, lo schianto..fammiti bere.. certo che fumiamo come assasini. della polizia. mi vuoi? manda a fanculo tutto e butta giù la porta. io ti aspetterò con un pacco di sandwiches e nient'altro. nient'altro. nient'altro.

domenica 7 febbraio 2010

avevi l'oro tra le mani.. lo avevi.

lunedì 1 febbraio 2010

secco

Sto ascoltandomi in un nastro ritrovato dentro la scatola delle cose dimenticate. Beh bisogna dire che quattro anni fa facevamo ridere. Molto ridere. Vedo che la mia scrittura piena di metafore e di configurazioni poetiche è spenta. Quanto mi da al cazzo? Penso che spesso dica sempre una miriade di stronzate, penso che non ci sia niente nel giorno che mi faccia innamorare di lui stesso. Credo che non ci sia più nulla da ridere, credo che non possiate capire. Stare fermi per giorni ad aspettare cosa? Stare ad aspettare cosa? Mi stufa il fatto di non avere più una fottuta passione per la musica se né andata a farsi rompere pure quella. Orami non suono più. Almeno quando non sto solo per riempirmi, sì, diciamo per riempirmi. È finita l’era di suonare per l’esibirsi, voglio suonare per cazzi miei e stop. Pare buffo deprimente o come volete chiamarlo voi, ma sono cosi. Poi entri in scena tu. E Penso a com’è bello tenere in una mano la tua testa tenendola tra il collo e l’orecchio. Sorrido perché mi rendo conto che è piccolissima e delicata. Adesso vedo un muro bianco tutto scritto, vorrei fare qualcosa di diverso ma cazzo non ci riesco. Non ci riesco. Il petto pulsa. E fuori pure la neve sentiva caldo che si è sciolta. Fuori pure al vento gli è preso l’asma. Fuori la strada si è stufata di farsi calpestare dalle macchine che si è ghiacciata. Fuori le vecchiette fanno la spesa e i bus passano davanti ai miei occhi. Io contento per non andare a lavoro. E le unghie da tagliare. E le fotografie da rifare. Da fare. O no. Assumere psichiatri per folli gesti non è sempre buono. Siamo messi alla prova da cosa? Ci ho pensato. E non ho dormito. Il collo fa male. Le molecole escono via dalla pelle perché stufe di nuotare in un sangue che non credo sia loro. Io mi stufo come loro. Ho sonno. Non ho voglia di fare nulla. Ho sonno e non voglio dormire. Ora che diciamo me la sento differente è differente. La qualificazione è del tutto andata. La qualificazione è un po’ per tutti andata. Ci siamo stufati di cercare ed è arrivato. Ci siamo fatti scegliere. Giusto o sbagliato che sia io lo vedo GIUSTO. Vorrei che i miei occhi ora si bagnassero perché secchi. secco come un cane bastonato per strada.

venerdì 22 gennaio 2010

mbhe.

Scrive. e riscrive. Scrive. e riscrive. Scrive. e riscrive. Scrive. e riscrive. Scrive. e riscrive. Scrive. e riscrive. I paesi sono come le maligne e curiose vecchiette pronte a succhiarti il sangue come le sanguisughe.ma le vecchiette sono destinate a morire presto come la mentalità dei paesi....Ma gli spettatori del nostro canale ci guarderanno mai cantare e ballare?.

lunedì 18 gennaio 2010

1.Dovete smetterla con questa operazione commerciale di guardarvi dentro e attorno. Per favore fatelo.

2.Potete fare pure come cazzo volete nessuno ve lo impedisce.
O te lo impedisce caro stronzo.

Io come le foto di Henri Cartier-Bresson
o IO come le poesie di Diego Valeri che dicono:
“l'aria non ha colore,tutto è perduto intorno.”

Caro padre intorno a te è tutto perduto.
E ora facciamo un po’ di attenzione!!
E si facciamola cazzo!

Litigano padri e madri e cazzo se litigano,
ma i padri vanno a puttane come le puttane!

discutono padri e madri
attaccano briga per i figli e per il mantenimento
e cazzo se se la contendono!!

E ora arriva il benedetto ripudio da parte mia!
era quasi l’ora.
Ma quasi come sempre non c’è mai nessuna improvvisata rivoluzione.

Muoiono padri e madri
anche se non vorrei farli morire.

Non mi trovo mai troppo vicino alle vostre facce da riuscire a dirvi: ciao.
Non possiedo molta autorità per fottermene.
Come non possiedo molte cose.
Quello che ho me le tengo stretto.

Intanto vedo capelli ricci e preferisco perdermi.
Intanto vedo Vodka e preferisco perdermi.
Intanto vedo follia e preferisco perdermi.
vedo gli occhi in cui preferisco perdermi.
vedo le mani
vedo i i bla bla bla sinceri in cui preferisco perdermi.
vedo le pagine girate di ogni giornata improduttiva in cui preferisco perdermi.
vedo le foto,
le canzoni dove preferisco perdermi.
nelle magliette xxxl dove preferisco perdermi.

dove non riesco a perdermi preferirei perdermi.

Siamo scimmie che si tolgono i pidocchi a vicenda.
siamo ognuno a vantaggio dell’altro.

ci vuole tempo anche per sbucciare un’arancia.

CIAO..

venerdì 15 gennaio 2010

paolo odia profondamente

Paolo odia:
il perbenismo della gente che dice e non fa
odia chi fa e non fa per me
odia te e odia se stesso per le cose che fa
forse troppe e poco viste
odia il non voler conoscere qualcosa della gente
odia il menefreghismo della gente.
paolo odia chi non sa decidere
odia chi è moralista e poi non fa quello che dice
odia chi predica bene e raziona male
odia chi mi fa sentire importante e con 2 schiocchi di dita di manda fuori dal mondo
odia chi non si sfoga.
odia chi se lo merita.
odia al punto giusto
perché odiare è giusto.
paolo odio al tale punto da farsi venire le palpitazioni.
odio la diffidenza, il dubbio, l’incerto.
paolo odia quando gli tremano le mani
e cazzo non dovrebbero tremare.
paolo odia. E odia tutt’ora le parole sprecate.
paolo odia l’ impassibilità.
io odio al tale punto da esplodere.
le vene le arterie, il problemi e le rinascite
non sono mai servite cosi tanto,
i pazzi stanno al manicomio e nel mio letto.
paolo odia un sogno che sia in grado di essere un sogno.
un sogno che sia spiegabile e lasci il segno del sogno.
ho tagliato i capelli alle bambole e l’ho sempre detto
che avrei dovuto fare il parrucchiere.
ma non è mai stata una mia passione.
l’ho sempre detto, come dico sempre.
l’ho sempre detto che le bambole prima o poi vanno a finire nel cestino
e ci rimane il ricordo di dire “te la ricordi quella bambola?”
io ricordo ogni momento che ho odiato
e mi dico: che cazzo ho fatto in 19 anni?
io ho fatto solo errori.
errori che provo di correggere con delle opere, manifestazioni del mio
nel bene.
ma non posso coprire il male con il bene.
il male rimane quello ed è inutile coprirlo con una coperta perbenista
perché cazzo io odio il perbenismo.
siamo tutti pazzi. Anzi sono pazzo e lo so.
non voglio giustificare nulla e non voglio metaforizzare tutto.
cazzo devono esistere modi per commettere verso il proprio io
delle mani pulite.
i cavalli mi mettono paura
ieri per la prima volta ho visto un cavallo
a due centimetri da me
gli ho messo pure un dito nell’occhio perché non sapevo nemmeno accarezzarlo
come non so accarezzare te
e come, e come sempre non riesco mai a contare i tuoi capelli.
ho visto un cavallo di nome Lady,
ho visto un cavallo e mentre batteva i zoccoli sulla terra
faceva battere il mio cuore come un terremoto.
mi ha messo paura.
ho visto un cavallo che non dovevo vedere.
ho visto l’odio che ho provato nel sentire la terra battere.
eppure tutti voglio bene agli animali.
io non voglio poi cosi bene alle persone
figuriamoci alle bestie.
sai ho fatto un po’ di conti
e sono usciti tutti sbagliati.
sai ho scritto molte cose su dei quaderni che forse nessuno mai leggerà.
sai.
ho disteso nuvole che arrivavano fino a farmi volare.
conosco, vedo e non voglio vedere.
ho fatto di me un qualcosa che non mi piace.
ho fatto della mia vita una croce che spesso è appesa
su un muro bianco al contrario.
mi contorco
vomito
mi stabilisco
e vomito
bestemmio
reagisco
vedo
mi sdraio
accendo la tv
mangio qualcosa
e poi vomito
esco
sento freddo
mi ammalo
mi viene
il catarro
mi sale l’odio
e non vomito.
le scale sono sempre le stesse, le salite sempre le stesse
a volte mi chiedo se davvero merito il meglio
a volte mi chiedo se tu meriti il meglio
e non solo scritte sulla sabbia
e non solo frasi e parole
e non solo poco dolore
e non solo carceri
e non solo stelle lanciate all’aria.
io non mi odio.
purtroppo in qualche modo devo trovare il modo di amarmi più di voi.
e la società
purtroppo in questo luogo di sosta fa cagare
le mani incominciano a smettere di tremare
forse mi sono sfogato
o solo certe cose che leggo
mi rilassano.
un giorno me ne andrò
in tutti i sensi. Tutti quelli che vi vengono in mente.
me ne andrò da un luogo lontano
o me ne andrò dalla vita.
me ne andrò dai vostri occhi comunque sia.
fatevi l’esame del sangue.
io ho sempre pensato di mettere della tinta rossa.
io sempre pensato di colorarvi in un modo diverso
per vedervi diversi e farmi piacere.
saremo dei cartoni.
sappiamo ce i cartoni piacciono a tutti
a grandi e piccini
almeno cosi piaceremo a tutti.
non degno dell’odio e non voglio odiare ma è più forte di me.
qualcuno sul letto ansima
o di terrore, o di godimento
qualcuno ansima e parla male alle mie spalle
ma questo non m’interessa.
qualcuno sa e non parla. Qualcuno nasconde e non parla.
io ho un bisogno infrenabile di sapere. Di sapere.
dai libri alla verità di ogni persona.
io ho bisogno.
io ho bisogno di un foglio e una penna.
e ora
ditemi un metodo per essere costante nelle azioni,
non per forza nei sentimenti.
un segreto, un cazzo di qualcosa, vi prego.
io credo in quello che faccio?
si, sono costante in quel che credo
ho poche idee, ma quelle poche idee che ho rimangono forti.
se manterrò questa costanza per me ne avrò un po’ per tutti.
che segreto esiste?
non esiste qualcosa di facile che guida i miei sentimenti.
coltivo tranquillo quello che credo .
non starò li a pensare a quello che devo o non devo fare.
la costanza non è poi cosi devastante se non la dai.
non posso diventare servo di quello che do o che vorrei avere in mano.
io questa sera comunque non saprò cosa pensare.
Notti.

lunedì 11 gennaio 2010

Penso a come sarebbe bello giocare a nascondino insieme.

domenica 10 gennaio 2010

tu dije de si

Buttato in una vasca senza acqua per capire come ci si sta senza. Non sono né paradiso né inferno. Ho provato a portare in grembo un qualcosa che non era mio e bene, non ci sono riuscito. O cercato di capire il genere umano ma cazzo non è per niente facile. Non riesco nemmeno a capire me. Nessuna direzione è giusta se vai verso nord. Nessuna. e fidati, mai il nord ti porterebbe dove vorresti. Io sto a sud dei tuoi occhi, come potrai mai vedermi? Come potrai mai? Ingoio rose molto spesso per mantenere il mio cuore rosso vivo. In questi posti dove tutto sembra scorretto c’è qualcosa che ci rende veramente scarcerati? Eppure anche se non sembra, più del mondo non possiamo andare. Quindi vaghiamo “a nord di nessun sud”. gli altri hanno spento le luci per noi. Hanno spento addirittura gli occhi con le luci accese. Li hanno chiusi? Io non riesco a dormire nemmeno con la tv accesa. Alla mia sinistra c’è un mobile il quale non ho mai aperto se non per prendere le mie mutande, quanto cazzo è inutile questo mobile? Alla mia destra c’è una porta che apro ogni volta per stare isolato da mio padre e dalla vita mondana che c’è a Roma e mi dico: quanto cazzo serve questa porta? troppo. Poi usciamo di fuori e di notte per l’inquinamento causato dai lampioni dalle mille luci e dai fari delle macchine non si vedono nemmeno le stelle, sinceramente nemmeno mi interessa. ma io ti porterò sempre come una stella su due mani.
nel mentre andiamo al mare e poi al cimitero Americano.
quando è un complemento relativo non si accenta, ad esempio "io ne voglio un po' " invece quando è negazione, sì
meglio soli o i soldi??? mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

venerdì 8 gennaio 2010

sogno gatti da uccidere

Ho sognato che ero tipo in un raduno dei K.K.K. e avevo un gatto bianco chiazzato arancione da uccidere. Allora incominciai a strozzarlo e le sue unghie s’infilavano nel mio braccio e cosi lo lasciai. Il tizio di fianco a me lo prese e vidi il gatto agitarsi al tal punto da morire nel suo pugno. Il rumore del collo. il rumore della morte senza un miagolio. poi siamo ripartiti. loro tutti incappucciati e io no. Portavo il megafono. Forse la loro voce.

giovedì 7 gennaio 2010

paolo lo sa.

Lo sappiamo e cerchiamo di tirare avanti. Che cosa avrai mai fatto di sbagliato da creare giramenti cosi alti testa? Non hai fatto nulla e lo sai. E allora cosa hai? Hai paura di quello che potrebbe succedere? Solo perché tu cazzo, tieni a determinate persone. Io ti credo. E so che sono cosi. Vedrai che con il tempo tutto si correggerà. Tutto andrà per il verso giusto. Aspettiamo un poco. D'altronde non ho una spada, un coltello, ho ricci ma non sono d’oro. Ho cercato di allontanarmi prima del previsto e ci sono riuscito. E un po’ fa male. piano mi sento meglio. Non ho mai sentito il mio petto bussare cosi forte alle mie casse toraciche. Sarà che mi sento bene o male. Tutto va bene. Va tutto molto bene. Io ho voglia di stare com'ero fermo. Senza preoccupazioni eccessive. E ti senti bene, ora lo sai. È solo che non vuoi prendere per il culo nessuno anche se non lo stai facendo. Tutto passerà se io vorrò. E sta passando come il vento che pizzica e tocca solo una volta un ramo di ciliegio.