lunedì 1 marzo 2010
Guarda che i polmoni si puliscono. Il tempo è finito. E ti auguro quello che non mi spero a me. Il tempo è finito. E ti auspico tutto il bene per te. Il tempo è finito. Ed io sono ancora vitale. Il tempo della caccia è finito, il tempo della ricerca è finito, il tempo del bianco è finito e quello del rosso ancora deve incominciare, nel tempo dei giorni sacramentali non berremo nella coppa dove ti avrei fatto dissetare. I giorni non si fanno più ascoltare. Ho cancellato ogni mia minima impronta, orma, traccia. Ho cancellato ogni mio esempio. Ho cancellato ogni tramonto che accenna quasi a uscire dai nostri occhi. Ho estirpato radici, tuberi, bulbi di tulipano e per la prima volta vorrei uccidere un uccello. Per la prima volta vorrei essere avvenente. Vorrei essere nero sul bianco. Non affermo mai nulla. E non ho miseria per mangiare nel tuo piatto. Non ho povertà. Alla salute uomini! e che domani sia un giorno di deiezione. Ricominceremo a riempire lo stomaco come giorni fa con del buon mirto, con del buon elisir di liquore, e del vino rosso miscelato stranamente con altre armi più potenti. Rincominceremo a fumare da soli le sigarette. E ci aspetteremo di essere trattati come panni sganciati dai condomini.