sabato 21 marzo 2009
IL TITANIC
e mi hanno detto che la nave si preparava per salpare in america. poi vedo te come una sirena. e mi scrivi sull'acqua che mi pensi raramente come lui dice. abbiamo scoperto nuove abitudini, abbiamo scoperto che le nostre macchine sono come sempre i cervelli, che il più delle volte non hanno carburante nemmeno per rimpiangerci. poi mi dici che se continuo ad accordare la mia chitarra, io mi scordo. e mi scordo. poi mi parli virtualmente, e scopro di aver paura. rimarremo sconfitti senza alcun dolore, e poi mi prendi a picconate il cuore solo per il gusto di veder schizzare un po' di mal umore.poi mi dicevi che se continuavamo cosi saremo caduti sempre più in basso. senza fermarci mai. e ti ricordi quando mi dicevi che ce ne saremo andati tutti e due, si tutti e due, ma alla fine me ne sono andato solo io. poi tremiamo come new orleans, come il suo ultimo terremoto. e ci siamo distrutti, i nostri cardini non sono riusciti a sostenerci, siamo troppo sfrantumabili. mi ricuci i buchi che mi hai creato, poi me li disfi come penelope faceva per aspettare ulisse sulla sua tela, poi mi vedi saldare quei piccoli pezzettini di cuore che sono rimasti, fa bene saldarli perchè alla fine quel pezzettino di muscolo cardiaco mi tiene in vita. andremo a farci un tac per vedere se siamo ancora disponibili per avere nuove ambizione nella vita socio-culturale che perennemente ci manda a fare in culo. ma alla fine ce ne fottiamo. gli altri pezzi di muscoli, di fili muscolari simi ai fili interdentali servivano solo per mandare via la tua indifferenza e per questo ti chiedo grazie. e ora non fate i finti insaputi, sappiamo che sapete tutto. il motivo è semplice ci siamo trovati tutti insieme inquel momento. poi mi racconti che ti offri da cavia per un mio fotoritocco potrei cancellarti per tutta la vita. la nave titanic era innafondabile come lo eravamo noi, perchè ora ti vedo annegare??
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