giovedì 4 giugno 2009

il famoso valzer

Eri veleno. Ma puoi scendere dal piedistallo perché non sto parlando di te. Eravamo tutti da bere, tutte da bere. Sparavamo alle nostre bocche centrando bene la gola cosi almeno si arrossava e potevamo dire che le placche ci divoravano la gola. Sapevamo essere innamorati ma quello che ci riusciva meglio era odiare. A questo cielo dico che può continuare ad illuminarci per tutto il tempo che vuole. Magari però fottesse le mie cervella con un po’ di luce.­­­­ I barboni a piazza dei consoli dormivano meglio noi. Poi ho scoperto che non vorrei essere mai come te, ma cazzo ti rendi conto? Eravamo siamesi. Mi fa un effetto strano. L’ascella protesta per il troppo calore, tu protesti perché non hai mai giocato con le bambole ma solo con PERSONE. È un bel gioco vorrei impararlo. Però gli fai male ma come fai? Tu sputi parole come i terroristi sparano ai plotoni Americani. Poi mi dici che con un piercing non ci starei male. Mi dici che mi dovrei tagliare i capelli. Intanto i netturbini ti passano a prendere e questo mi da una felicitazione di quelle allucinanti. Avremo gli occhi stile fari del mare. Avremo gli occhi bionici addirittura. Avremo gli occhi rossi. Avremo gli occhi lacrimanti. Avremo gli occhi aggiustati con garze, cerotti e collirio. Avremo gli occhi. Almeno li avremo. Qualsiasi cosa faremo lo faremo con gli occhi malandati. Arrivavo con il bus. Arrivavo con il treno. Arrivavo con la macchina. Insomma arrivavo. E tu? E tu? Non ho mai ballato un valzer con te e mai ti degnerò di ballarlo.

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