lunedì 29 giugno 2009

E' per te

Che poi ci sono dei problemi nell’intreccio dei fili che non permettono la fuori uscita della mia voce dalle casse.. quindi spazientitevi pure ad aggiustarle. Non mi sentirete mai. I tuoi capelli incerti come me. Sono incerto come i tuoi capelli. E gli occhi rossi per le ore che parliamo sul computer. Le ore e i giorni che non dormo solo perché credono di avere ragione. Mettiamo pausa e mandiamo indietro il nastro. Che poi lo abbiamo anche smagnetizzato. Come è smagnetizzato il nostro passato. Intanto modello il pane per fare un anello di mollica. Ma la cosa è impossibile. Si secca e non si modella. Non arriverò mai. E non arriverai mai. Ho premuto troppe volte quello che sembrava essere il tuo occhio. Ma perché non ti sei mai fatta male? Perché non ti sei più girata? Tu ora come stai? Poi ci diranno di ricoverarci nella stessa clinica, cosi dicevano, che poi noi staremo nei ripostigli appesi come camice. Come camice mai stirate. Come quella che avevo ieri pomeriggio. E come quella che indosserò oggi. E come quella che indosserò domani. Domani è già ieri. E ieri è già domani. Il presente è già passato. E il futuro non esiste.

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