lunedì 29 giugno 2009

storie

E il nostro cuore vieni calcolato in kilobite. O come si scrive. E ora per te eccomi inciso sull’asfalto mentre sbratto e ti vomito addosso. Poi mi piace farti incazzare. Mi piace essere dio. Mi piace mettermi non sempre le camice. E forse sei un emozione. E forse ti metterei la testa nella sabbia per farti strozzare con la sabbia. Intanto sorseggiamo della buona birra offerta come sempre. E domani ci spelleremo a vicenda. E ci scoppieremo i punti neri sulle spalle. E gli occhi si faranno più chiari. E sembreremo più belli. E fumeremo le nostre sigarette sciape. E gli occhi che guarderanno i fianchi degl’altri mentre i mie guarderanno le merde dei gabbiani sui scogli. E i negri che ci vendono il loro sudore. E mangiare il cocco che non è mai bello venderlo. Avere i capelli stoppacciosi. E cercare di baciarti. E di baciarmi. Ma tanto che male fa. Basta baciare il mio riflesso. Sull’acqua di Anzio o Nettuno che al solo guardare mi vengono i funghi su tutto il corpo. Intanto i miei amici non parlano. E se parlano ogni loro cosa non mi convince. Ed è per te quello che faccio. Intanto i calci li abbiamo sempre presi e sempre li prenderemo. Intanto i bottoni si rompono. E le dita non riescono a mettere il filo nell’ago. E quindi finisce tutto. Poi chiameremo te per rattopparci. E quando siamo ubriachi tutto il mondo ci è simpatico e vedendoti tu non lo sei. E mi dici che ce l’hai con me. E io non ti capisco. Cosa è che ti ferma o mi ferma. Sei hai il rosso io non mi fermerò. Se hai il verde nemmeno. Sai che male c’è non abbiamo abbastanza palle per urlarcelo in faccia. Intanto in paradiso faranno tanti concerti. E dio se la spassa a mignotte come Berlusconi. E io? Io non ero dio? Io chi sono. Non ho te . e non ho me. I Diaframma dicono che IO HO TE. Ma non è mai cosi. Oddio! La ripetitività delle cose inutili e futili per la mia mente. Fa bene cazzeggiare e masturbarsi al sol pensiero. Qualcuno ha i sogni nella testa, e lo sai che mi fa pensare, a una scimmia sperduta in un intero oriente in mezzo ai giapponesi. E questa è una bella scimmiata. E sono storie. Lunghe storie. e se la gente non vuole che beviamo sarebbe meglio con non ci colino l’alcool. Noi siamo ancora capaci di reggerci litri e liti e ridi di vino.

Nessun commento:

Posta un commento